Trentuno anni fa l'eccidio in due puntateIl 7 gennaio del 1978 vennero assassinati i giovani militanti della sezione del Msi Francesco Ciavatta e Franco Bigonzetti. Ad ucciderli con tecnica e freddezza da killer professionisti i 5 o 6 componenti di un commando armato comunista. Non si è mai conosciuta l'identità dei sicari né si è saputo se siano stati manipolati da qualche zerozerosette italiano o straniero. Il dubbio è lecito visto che in serata il giovanissimo Stefano Recchioni sarebbe stato ucciso sorprendentemente a freddo sul luogo della strage da un ufficiale dei Carabinieri. In quegli anni a varie centrali conveniva un clima di terrore, di tensione, di odio e di morte. Chi fossero i burattinai, quelli grossi che muovevano i piccoli mangiafuoco dei nostri servizi segreti e affini, non si è mai voluto stabilire. Si è sempre preferito sostenere una tesi di comodo, del tutto irrealistica (quella della “strategia della tensione” in salsa pci per intenderci). E ogni qualvolta ci siano state aperture coraggiose d'indagine verso ambigue centrali super-nazionali o trans-nazionali ci si è affrettati a deviare il discorso. E' anche per questo, probabilmente, che da trentuno anni i Caduti di Acca Larentia non hanno giustizia. Nell'onorarli pensiamoci.
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